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AMERICA/HAITI - I Vescovi dopo gli scandali della corruzione generalizzata: “è il momento di un vero cambiamento radicale”

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Posted on: 06/11/19
Port au Prince – Migliaia di haitiani sono scesi ieri nelle strade della capitale chiedendo le dimissioni del Presidente di Haiti, Jovenel Mo´se, responsabile secondo la Corte dei Conti della cattiva gestione e della sparizione dei fondi della PetroCaribe. Infatti pochi giorni fa la Corte dei conti ha pubblicato un rapporto di oltre 600 pagine sulla gestione di PetroCaribe, un programma di sviluppo sponsorizzato dal Venezuela, che ha portato alla luce numerosi casi di gestione irregolare dei fondi e di corruzione per migliaia di dollari.
La Conferenza episcopale di Haiti ha reagito con tono energico dinanzi a questo nuovo caso di cattiva gestione: “Abbiamo letto con cautela e costernazione i due rapporti di revisione emessi dalla Corte superiore dei conti e dell'Amministrazione del Contenzioso sulla gestione dei progetti finanziati dai fondi PetroCaribe” si legge nella nota dei Vescovi inviata a Fides.
“Questi proiettano una luce nitida e travolgente sulla grandezza sconcertante e sulla gravitÓ del male della corruzione nei suoi vari meccanismi politici e operativi. La corruzione generalizzata diventa un male endemico, un fatto degradante, una rapina organizzata. ╚ diventata una vera piaga sociale che affligge le nostre istituzioni e quindi mina seriamente, sia da un punto di vista etico che economico, lo sviluppo del nostro paese.”
“Il popolo haitiano – prosegue il testo - si aspetta che queste due relazioni di controllo emesse dalla CSC/CA abbiano un seguito. Nella sua rabbia e furia per questo vasto scandalo di corruzione che raggiunge o abbatte le vette pi¨ alte dello Stato, chiede che si tenga il processo PetroCaribe.”
I Vescovi haitiani deplorano che “il nostro paese sia sistematicamente impoverito dalla sconcertante aviditÓ di certi leader rapaci e inconsapevoli che non tengono conto della difficile situazione delle persone in difficoltÓ. Tali leader non aiutano il progresso o lo sviluppo del paese. La popolazione haitiana sta subendo le conseguenze [...] dannose di questi atti [...] perchÚ l'instabilitÓ politica che sta imperversando ad Haiti e il comportamento indegno dei politici, stanno per inaugurare nel paese ‘l'era dell'ubriachezza omicida senza limiti’ e stiamo assistendo - in quasi tutti i settori della vita nazionale - a una specie di violenza multiforme da cui nessuno Ŕ immune.”
Quindi il testo dei Vescovi ricorda che “il tempo non serve per liquidare i conti, ma per la responsabilitÓ. ╚ giunto il momento per il cambiamento, un vero cambiamento radicale ... Chiediamo al popolo di distinguere coloro che stanno davvero cercando il loro bene. PerchÚ le cose cambino, sono necessari, a tutti i livelli di potere e di uffici pubblici, donne e uomini nuovi nella loro mentalitÓ, nella loro coscienza professionale e nella loro competenza. Questo Ŕ il motivo per cui il nostro intervento intende mettere i protagonisti politici di fronte alle loro responsabilitÓ. Li esortiamo a rimediare alle ingiustizie sociali, a presentarsi alla giustizia del paese, se Ŕ il prezzo da pagare per ripristinare l'autoritÓ morale dello Stato e dei suoi governanti".
La nota porta le firme di Mons. Launay SaturnÚ, Vescovo di Jacmel, Presidente della CEH e di tutti i Vescovi della CEH.



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